Via Reggio Emilia

Via Reggio Emilia 50

Attraverso uno scambio di mail all’interno della BBS Agorà Telematica tra Melodie Woods e Paolo Campanelli a fine luglio del 1995, avviene la scintilla finale che porterà alla nascita di Uhuru. Melodie è una producer che si divide tra gli USA e l’Italia e che è stata nominata consulente dalla SCS, società di pubblicità del gruppo STET di cui fa parte Telecom, per gestire la produzione di un grande progetto per un cliente chiave. In quel periodo la SCS era diretta da Miki Delaney, ma non avevano competenze in casa relativamente alla comunicazione sui nuovi nascenti media. Il primo compito di Melodie era quello di mettere insieme un team che fosse all’altezza dell’arduo compito.

Paolo per la BBS Agorà Telematica ricopriva il ruolo di moderatore della Conferenza Macintosh ed era quindi un punto di riferimento per tutti i professionisti che avevano a che fare con il Mac. Melodie scrisse una mail a Paolo chiedendogli se conoscesse qualcuno che avesse elevate competenze di grafica e che avesse anche già esperienza nella realizzazione di siti web. In quel periodo in Italia una richiesta del genere avrebbe trovato difficilmente una risposta, ma il destino volle che invece ci fu risposta, che fu più o meno questa: “Sinceramente non conosco nessuno, tranne me”.

Paolo pallavolista visto dai suoi allievi IED e futuri soci di Uhuru (qui la vignettista è Flavia)

Tra Flavia, Andrea, Niki e Paolo, oltre al rapporto docente-allievi, era nata una profonda e sincera amicizia che si divideva tra tiratissime partite a pallavolo e sperimentazioni su quello che sarebbe diventato il nuovo mestiere del grafico, ovvero il web designer. Paolo aveva sperimentato con Agorà Telematica la comunicazione a distanza tra computer e nei primi mesi del 1994 la BBS aprì i primi accessi sperimentali per i privati via SLIP, attraverso un gateway sull’Internet, al World Wide Web. Ai tempi solo le Università e poche altre istituzioni potevano disporre di quell’accesso che avveniva in genere tramite un software, definito browser, denominato NCSA Mosaic. Poco dopo da uno sviluppatore di NCSA Mosaic fu introdotto un nuovo browser chiamato Mosaic Navigator, che cambiò poi nome in Netscape Navigator, a causa di problemi legali con NCSA Mosaic. Netscape nel tempo cambierà tecnologia basandosi su Mozilla e infine su Mozilla Firefox, fino ad abbandonare nel 2008 il progetto. Tutta la massa di utenti che lo utilizzarono passò per la maggior parte ad utilizzare Firefox, che è arrivano fino ai giorni nostri. Tornando a bomba nel 1994 Paolo si collega tra i primi via SLIP al WWW e si rende conto immediatamente che il mondo sarebbe cambiato, iniziò a studiare il codice sorgente HTML delle pagine che mano a mano visitava per cercare di capire come funzionasse questa nuova tecnologia. Grazie ai contatti con Giancarlo Livraghi e con Paolo Zangheri portò a casa le prime due commesse: realizzare i siti web di ALCEI (Associazione per la Libertà nella Comunicazione Elettronica Interattiva) e di ALTAIR (una BBS milanese). Coinvolse quindi Flavia, Andrea e Niki su queste commesse, obbligandoli a dotarsi di modem per sperimentare i primi accessi alle BBS e ad Internet, per capire innanzi tutto da utenti il mondo del WWW. L’obiettivo era di fare un po’ di esperienza insieme sui primi siti web per arrivare poi a mettere in piedi una società in grado di affrontare come pionieri un mercato che doveva ancora nascere ma su cui era fondamentale scommettere.

Melodie e Paolo prendono appuntamento per i primi di Agosto presso SCS per mostrare il “book” che dimostrasse le competenze. Oltre all’amministratore delegato di SCS c’era ovviamente Miki Delaney e Melodie Woods. Paolo tenne la presentazione mostrando da una parte i lavori di grafica “tradizionale” e dall’altra i siti web già realizzati oltre a varie altre incursioni nel multimedia. Inoltre Paolo garantiva un team già rodato e in grado di affrontare da subito una grande produzione. Seduta stante furono tutti entusiasti e decisero che la ricerca era ufficialmente conclusa. A quel punto dissero che il lavoro da affrontare sarebbe stato il sito web della Ferrari. Telecom era partner tecnologico della Ferrari (a quei tempi la Ferrari non accettava sponsorizzazioni, la vettura da F1 era priva di qualunque altro marchio se non quello dei propri partner tecnologici), quindi a questo progetto partecipava STET (con Giuseppe Silvi), Telecom, Saritel (responsabile del server e dell’erogazione del servizio) e SCS. Noi dovevamo essere un’appendice in incognito di SCS. Ogni incontro tra SCS e Ferrari vedeva la presenza di Miki, Melodie e Paolo.

Flavia, Andrea e Niki, avevano preparato le valigie per le vacanze estive e aspettavano impazienti l’esito della presentazione in SCS, anche per capire quale fosse il progetto e il cliente così importante su cui c’era tutta questa riservatezza. Paolo uscì dalla presentazione con la consapevolezza che tutto sarebbe cambiato e che sarebbe stata una esperienza straordinaria, percorse a piedi il tratto tra via Mantova e via Cernaia senza rendersi conto di tutto ciò che gli stava intorno e una volta a casa prese il telefono e comunicò ai ragazzi “Riaprite le valigie, vi dico soltanto questo: Ferrari”. A quel punto bruciammo le tappe e andammo di lì a qualche giorno a Rieti da un notaio che ancora non era andato in ferie, era l’11 agosto del 1995, nasceva Uhuru (snc – società in nome collettivo, le quote furono suddivise paritariamente al 25% ciascuno).

Costituzione e Statuto della “UHURU – società in nome collettivo di Campanelli Paolo & C.”

Per la nascita del nome Paolo chiese agli altri di proporre qualcosa, la rosa finale era di due nomi, tra cui spiccava quello di “Uhuru”, libertà in lingua swahili, che era anche il nome del satellite per l’esplorazione spaziale a raggi X lanciato dal Kenya il 12 dicembre 1970 in occasione dell’anniversario dell’indipendenza. Anche il personaggio Uhura, il primo personaggio di colore con poteri di comando in un cast multirazziale della televisione americana, della serie Star Trek prende il nome da “uhuru”, essendo nata negli Stati Uniti d’Africa e parlando correttamente swahili. Il personaggio di Uhura, tra i cui entusiasti annoverava Martin Luther King, fu protagonista anche di uno dei primi baci interrazziali della televisione americana, con il capitano Kirk durante l’episodio “Umiliati per forza maggiore” trasmesso negli USA il 22 novembre 1968 (episodio poi censurato dalla BBC). Paolo pensò che quel nome non convenzionale rappresentasse un mix tra follia ed ideali, era quindi giusto per incarnare la visione di questa nascente impresa: essere amici, divertirsi, sperimentare, crescere, cambiare il mondo.

Paolo, Andrea, Niki, Flavia

La sede legale di Uhuru venne stabilita in Via dei Quinzi 4, presso l’abitazione di Andrea, mentre l’operatività fu stabilita per l’immediato presso la casa di Niki in Via Caulonia 12/A. Fu lì che in principio portammo i nostri computer e iniziammo a lavorare al progetto del sito web Ferrari. Parallelamente iniziammo a cercare un posto dove poter trasferire il tutto. Avevamo bisogno di qualcosa di ben collegato e soprattutto che costasse poco. Via Reggio Emilia era una parallela di via Mantova, quartier generale della SCS. Al civico 50, quasi ad angolo con Via Alessandria, a fianco della Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana (che poi divenne la banca dove aprì il conto Uhuru), si affittava un seminterrato, una sorta di scantinato con un bagno e un paio di finestre a bocca di leone da dove entrava poca luce e un po’ di smog dalle auto che parcheggiavano lì davanti. Con una ripulita, il montaggio di potenti fari agli ioduri metallici e una porta blindata divenne la sede perfetta per lo startup. La locazione partì dal 1 novembre del 1995, l’affitto costava 1.100.000 lire al mese.

Il sottoscala di Via Reggio Emilia 50, prima sede di Uhuru