Via Nizza

Il palazzo di via Nizza 63 il 26 giugno 1999 (coinquilini del pugile Nino Benvenuti e del magistrato Roberto Staffa)

Il secondo capitolo della storia di Uhuru si svolge a Via Nizza 63. Con il passaggio a partire dal 1-1-1998, da forma giuridica SNC ad SRL, viene sancita la prima crescita di Uhuru. Ormai altri si sono aggiunti al nucleo dei quattro soci originari, uno stesso dei soci, Andrea, è uscito ed è stato sostituito dal nuovo socio Paolo Poto, e il numero degli addetti è decisamente troppo elevato per lo scantinato di Via Reggio Emilia 50. La nuova sede di Via Nizza, il cui trasloco avverrà tra ottobre e novembre, è a circa 200 mt dalla sede originaria e finalmente dalle finestre esposte a sud di un terzo piano di un bel palazzo si torna a vedere la luce!

Nonostante fosse un grande e bell’appartamento costò poco in quanto a proprie spese si decise di ripavimentarlo con un bel parquet di rovere massello, per questo la rata subì un forte sconto. Per risparmiare fu chiamato un tizio polacco a montarlo che si autodefiniva un esperto. Dopo un paio di mesi ancora i lavori non finivano. Il “parquettista” si era praticamente trasferito a vivere nell’appartamento i cui lavori “casualmente” procedevano a rilento. Una volta riprese in mano le redini della situazione si riuscì a fargli terminare l’impresa: a fine lavori il parquet era un po’ “ondulato” e la fatica maggiore fu svuotarlo dell’infinità di bottiglie di birra consumate dal prode lavoratore durante le sue fatiche, ma finalmente si traslocò.

Planimetria della sede di Via Nizza

Lo staff crebbe fino a 12 addetti (Flavia Brandi, Paolo Campanelli, Niki Maggio, Paolo Poto, Maura Bartolucci, Simona Capocaccia, Vittorio Dell’Aiuto, Silvio Diodato, Fabio Fiacchi, Ugo Malatacca, Cesare Marilungo, Francesco Miserere) , e crescendo crebbe anche l’esigenza di credito per consentire di pagare le spese fisse e gli stipendi. Da soli e con il solo conto anticipi fatture che la banca metteva a disposizione non si riusciva a coprire le esigenze di cash flow, per cui se volevamo continuare sulla strada intrapresa sarebbe stato necessario introdurre un socio, possibilmente strategico, che avrebbe potuto risolvere il problema.

Iniziò un estenuante corteggiamento con l’ADNKronos, già cliente di Uhuru, interessatissima ad entrare nel capitale, con cui si era già concordato di massima un acquisto del 49% delle quote, lasciando il 51% ai soci originari. Il problema di ADNKronos, omen nomen, erano i tempi. Le esigenze di cash flow di Uhuru erano sempre più impellenti, ma dall’altra parte i tempi per chiudere l’accordo sembravano essere biblici.

Solleciti dopo solleciti, e con l’acqua ormai alla gola, arriva ai primi di febbraio del 1999 a Paolo una telefonata inaspettata. Si trattava di Vittorio Zambardino, giornalista di Repubblica, conosciuto attraverso la BBS Agorà Telematica e, ai tempi del sito Ferrari, autore di una intervista a Paolo per il Venerdì di Repubblica. Chiese un appuntamento urgente. Disse che il Gruppo Espresso stava creando una holding per il settore Internet e che erano interessati ad Uhuru. Volevano acquistarla inizialmente all’80%, per poi completare dopo qualche anno l’acquisto del 100%, ma tenendo al proprio interno il management per dirigerla.

Si era con l’acqua alla gola e il Gruppo Espresso poteva essere il giusto partner strategico e finanziario, per cui, in parte costretti dal contingente, e in parte convinti, si decise di accettare di cedere l’80% delle quote attraverso una vendita preliminare che, condizione posta dai compratori, sarebbe dovuta avvenire prestissimo, cioè nell’arco di un paio di settimane al massimo. Le quote di Uhuru furono quindi cedute nel febbraio del 1999 ad un procuratore del Gruppo Espresso, dal momento che la nascente Kataweb ancora non era pronta per essere operativa. Ad aprile/maggio Kataweb fu finalmente operativa e potette annoverare come prima acquisizione Uhuru, che era molto probabilmente la più importante web agency di quel tempo, con un portfolio clienti di tutto rispetto: Ferrari, Ansa, Uliveto Cogedi, RAI, ADNKronos…

Flavia Brandi, Paolo Poto, Paolo Campanelli
Paolo Campanelli, Paolo Poto, Niki Maggio, Francesca Roviglioni e Yael Braha